“Arazzi di luce” - Esposizione delle opere di Gianluca Bosi alla Chiesa di San Zenone

“Arazzi di luce” è il titolo dell’esposizione delle opere di Gianluca Bosi alla Chiesa di San Zenone che le classi 3Ae e 4Ae sono andate a visitare sabato 25 gennaio, accompagnate dalle professoresse Elena Fiumana, Marinella Casadei e Sara Bellagamba. 

L’esposizione presenta il percorso artistico e spirituale dell’autore, che in un cammino di ricerca scaturito da un profondo desiderio di infinito e di senso ha incontrato e trasposto su papiro e carta elementi matematici, versetti e testi biblici, utilizzando l’arte non solo come espressione di sé ma come “strumento di preghiera in un cammino spirituale”. L'autore ha condotto la visita e dialogato con gli studenti, in particolare davanti all’opera "Cosmografia biblica”, il calligramma più grande al mondo, che riporta l’intero testo biblico trascritto con una cura e una passione che, nei dettagli minuti delle lettere, nelle forme delle frasi che si arcuano e si incontrano, nei colori che lentamente trasmigrano da tinte più scure ad altre ariose, leggere e vivificanti, rimanda a esperienze di poesia, letteratura, arte e musica che nei secoli hanno tentato di narrare il cammino spirituale, da Dante ai mistici carmelitani. 

Un’esperienza inconsueta per le classi, ma profondamente coinvolgente, per le tante suggestioni e i raccordi alle esperienze personali vissute e alle conoscenze letterarie e artistiche, anche in ottica di dialogo interreligioso.

 Prof.ssa Marinella Casadei

La mostra di Gianluca Bosi, in cui l’autore ci ha illustrato come ha trovato nel cristianesimo una nuova dimensione spirituale e l’ha espressa attraverso l’arte, è stata un’esperienza affascinante e ricca di significato. Mi ha colpito profondamente la capacità di tradurre un percorso così intimo e trasformativo in forme artistiche che parlano a chiunque, indipendentemente dalla propria fede. Come musulmana, mi sono sentita profondamente coinvolta dall'universalità del messaggio: la ricerca della verità, dell'infinito, della bellezza e del sacro è un linguaggio comune che supera ogni confine religioso. Questa mostra mi ha ricordato quanto sia potente l’arte nel creare ponti tra le culture e nel risvegliare in ognuno di noi domande e riflessioni profonde. Grazie per questa indimenticabile giornata! 

Iman

...         ...